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Un robot per ridurre gli incidenti sul lavoro PDF Stampa E-mail
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Un braccio meccanico in grado di tirarsi indietro non appena colpisce un essere umano per evitare che l'impatto provochi danni alla salute.
Questi sono, in estrema sintesi, i primi risultati raggiunti da “Phriends” (Physical Human-Robot Interaction: depENDability and Safety), un progetto che prevede la creazione di robot efficienti per la sicurezza sul lavoro.
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General Motors presenta la prima auto ibrida di massa PDF Stampa E-mail
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Con una capacità di 230 miglia per gallone, pari a 97 chilometri per litro, la Chevrolet Volt sarà la prima auto elettrica di massa in grado di competere con le concorrenti a carburante fossile. Lo sostiene Fritz Henderson, amministratore delegato di General Motors, il colosso americano di automobili passato sotto il controllo del governo di Washington dopo la bancarotta del 10 luglio.
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Aeronautica: finanziati progetti di ricerca fino a 500 Mln PDF Stampa E-mail
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A completamento del piano di interventi avviato dal Ministro dello Sviluppo economico nel dicembre scorso per il rilancio di un settore strategico, l'industria aeronautica riceverà finanziamenti fino a 500 milioni di euro per progetti di ricerca altamente innovativi di interesse per la sicurezza nazionale, erogabili in un arco di 15 anni. Tali stanziamenti sono stati autorizzati il 21 luglio u.s. dal Comitato per lo sviluppo dell'industria aeronautica, presieduto dal Ministro Claudio Scajola, che ne ha dato notizia in una nota ufficiale. "L'industria aeronautica italiana - ha dichiarato il Ministro Scajola - ha raggiunto livelli di eccellenza e genera importanti ricadute tecnologiche, economiche e sociali anche grazie a un forte coinvolgimento nei progetti di sviluppo di numerose piccole e medie imprese tecnologicamente avanzate, dislocate su gran parte del territorio nazionale. Con i nuovi finanziamenti in ricerca intendiamo consolidare questa posizione di leadership, migliorando al contempo la sicurezza del Paese".

Destinatari dei fondi, in particolare, i progetti riguardanti soprattutto lo studio di una versione dedicata per impieghi di sicurezza nazionale del convertiplano (aereo che decolla e atterra in verticale come un elicottero); lo sviluppo di un elicottero medio fortemente innovativo (8 tonnellate) per missioni di esplorazione, appoggio tattico, ricerca e salvataggio in ambiente non amichevole; ricerche per realizzare componenti strutturali in compositi avanzati per futuri aeromobili militari e di impiego per la sicurezza nazionale e l'esame preliminare del completamento del carrello di nuova concezione per bimotori tattici.
La notizia è riportata su http://www.ingegneri.info/
 
Infrastrutture: la Puglia investe nel Distretto aereospaziale. PDF Stampa E-mail
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La Puglia ha presentato sette grandi progetti di investimento per il Distretto aereospaziale.
Si tratta di 252milioni di investimenti, con 62milioni di finanziamenti pubblici, un impegno delineato in sette proposte che interessano 14 società. Con questi numeri l’aerospazio pugliese si candida a compiere il grande salto verso un aumento delle capacità produttive e lo sviluppo di nuovi prodotti.
In una parola, innovazione e competitività per fare della Puglia un centro di eccellenza aerospaziale in grado di rapportarsi alle più importanti realtà mondiali del settore.

Le 14 società fanno parte del Distretto aerospaziale pugliese. Un organismo costituito da imprese, università, centri di ricerca, enti e associazioni, che dopo il riconoscimento della Giunta regionale avvenuto a luglio del 2008, ha già avuto modo di farsi conoscere a livello mondiale per la partecipazione alle principali manifestazioni fieristiche settoriali. Le imprese puntano alla crescita e per farlo hanno scelto di investire attraverso gli strumenti che la manovra anticrisi varata dalla Regione Puglia ha messo a loro disposizione, cioè Contratti di Programma e Programmi integrati di agevolazione (Pia). I progetti (fatta eccezione per quello di Alenia Composite Spa già approvato dalla Giunta nella seduta del 30 giugno) sono attualmente al vaglio delle commissioni di valutazione che si esprimeranno nei prossimi giorni.

“Al di là della valutazione – ha detto il Vice Presidente della Regione Puglia e Assessore allo Sviluppo economico Sandro Frisullo –, quello che si apprezza in queste proposte è la voglia di guardare oltre la crisi con progetti di sviluppo lungimiranti e fortemente innovativi. Le imprese del Distretto aerospaziale vogliono investire per crescere e diventare più competitive a livello mondiale. Siamo convinti che in Puglia questo settore che già occupa 4.500 lavoratori e totalizza 700 milioni di fatturato, stia per compiere un ulteriore balzo in avanti sia per gli investimenti che per la grande propensione ad internazionalizzarsi che il Distretto ha mostrato sin dagli esordi. Non sarà un caso se Unioncamere nell’ultimo rapporto sulla natalità e mortalità delle imprese italiane, ci dice che nel secondo trimestre 2009 il dato pugliese migliore sul tasso di crescita delle aziende (+69%), è proprio della provincia di Brindisi, centro pugliese dei comparti più forti della nostra economia: aerospazio ed energie rinnovabili”.

I progetti saranno realizzati infatti principalmente a Brindisi, ma anche Foggia, Grottaglie, Taranto e Lecce sono indicate come sedi di futuri investimenti. Le imprese grazie ai Contratti di Programma ed ai Pia intendono potenziare impianti, macchinari e attrezzature per allargare e migliorare le capacità produttive e innovare i processi di lavorazione, ma oltre all’investimento produttivo puntano sulla ricerca per realizzare nuovi componenti e prodotti innovativi.

I progetti
Alenia Aeronautica S.p.A. nella sede di Foggia (in partenariato con S.C.S.I. di Capitanio Salvatore & C. S.a.s. a Brindisi), intende investire quasi 53milioni di euro allo scopo di allargare e migliorare le capacità produttive per la realizzazione dello stabilizzatore orizzontale del velivolo B 787 “Dreamliner”.
Alenia Composite S.p.A., per lo stabilimento di Grottaglie (associata con G.S.E. Ground Support Equipment S.r.l. che opera a Brindisi) ha già ricevuto il placet regionale per un investimento di oltre 53milioni di euro grazie al quale acquisterà macchinari e attrezzature per la fabbricazione e l’assemblaggio di tronchi di fusoliere del velivolo B787 da realizzare con l’utilizzo di materiale composito e una modalità di fabbricazione fortemente innovativa.
Agusta S.p.A. a Brindisi (in partenariato con Giannuzzi S.r.l. a Cavallino in provincia di Lecce) grazie ad un investimento che supera i 19milioni di euro intende realizzare un nuovo reparto di produzione di componenti in materiali compositi per aeromobili di propria produzione.
Avio S.p.A. sempre a Brindisi (associata con Processi Speciali S.r.l. della stessa città) con oltre 48milioni complessivi di investimento punta a implementare linee di produzione e manutenzione e innovare le tecnologie per aumentare capacità produttiva e competitività.
Design manufacturing Dema S.p.A (insieme con Arseni Davide Ditta individuale di Mesagne in provincia di Brindisi) investirà complessivamente più di 51milioni di euro per realizzare a Brindisi un intero stabilimento per la produzione di aerostrutture. Un’operazione che porterà da sola all’assunzione di 471 lavoratori.
Space Software Italia. S.p.A nella sede di Taranto (con Consorzio Optel come partner che investirà a Brindisi e a Valenzano in provincia di Bari) grazie ad un progetto che raggiunge quasi 12milioni di euro, intende diversificare la produzione per creare nuovi prodotti aggiuntivi.
Mentre i sei progetti descritti sono tutti Contratti di Programma, l’unico Pia (Programma integrato di agevolazione) riguarda Costruzioni Motori Diesel. S.p.A. che, a Brindisi, associata con International Aviation Supply S.r.l. della stessa città, spenderà poco meno di 16 milioni di euro per creare una nuova unità produttiva dedicata alla produzione e commercializzazione di motori a pistoni per il mercato dei velivoli dell’aviazione generale e degli ultraleggeri.

Fonte: http://www.edilio.it/infrastrutture-e-innovazione-la-puglia-investe-nel-distretto-aereospaziale/p_13791.html
 
Lecce, ecco tutti i brevetti dell'Università di eccellenza PDF Stampa E-mail
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Brillanti, uniche, promettenti. Le invenzioni dell’Università del Salento sono pronte a conquistare il mondo. Un numero ancora modesto, quello dei brevetti firmati dall’ateneo salentino, ma che registra una graduale e costante crescita.
Dal 2001 al 2008 sono 14 le idee innovative di cui l’accademia ha reclamato la paternità. Brevetti che suggellano anni di lavoro d’equipe, sopratutto di ricercatori e scienziati delle facoltà scientifiche e tecnologiche, e che dimostrano la voglia dell’ateneo salentino di ridurre il gap rispetto alle accademie italiane ed europee «top class» per ciò che riguarda il trasferimento tecnologico alle imprse.
La parte da leone, ovviamente, la fa Ingegneria dell’innovazione, che ha firmato ben 7 dei 14 brevetti finanziati dall’ateneo. Si va dalla realizzazione di materiali in ceramica dalle proprietà e dalle funzioni sorprendenti (le applicazioni sono disparate, dai generatori termo-fotovoltaici alla realizzazione di scudi termici per navette spaziali), a cerotti in grado di monitorare in tempo reale la glicemia del sangue o altri parametri sanitari e di trasmettere i dati via Internet all’ospedale. Ed ancora, da innovativi database per computer, a protesi di ultima generazione per le ossa dell’orecchio e del timpano (promettenti le applicazioni in campo bio-medico, soprattutto nel settore otorino-laringoiatra).
Infine, un brevetto per impianti per la preparazione di campioni di grafite da utilizzare per la datazione al radiocarbonio dei fossili. Si difende bene anche il dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche ed ambientali, che ha messo a punto tre brevetti (uno in collaborazione con Fisica). Le innovazioni riguardano un marcatore biologico per la valutazione della tossicità delle acque, ed ancora una procedura per analizzare le trasformazioni del territorio ed infine una metodologia che permette di individuare nuovi ceppi batterici per la messa a punto di nuovi antibiotici. Quattro i brevetti «partoriti» nei laboratori di Fisica e che hanno la firma del professor Vincenzo Nassisi (ne riferiamo a parte). Infine un brevetto di cui l’Università del Salento ha la contitolarità: riguarda la messa a punto di transistor di ultima generazione e la proprietà è divisa tra Università di Bari (60 per cento), Cnr (30 per cento) e Università del Salento (10 per cento).
Il professor Lorenzo Vasanelli, delegato del rettore alla ricerca, coordina la commissione brevetti dell’Università del Salento. «Abbiamo fatto un balzo in avanti come numero di brevetti - dice - ed in questo ha avuto un ruolo importante l’Arti, l’agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione, che ha supportato l’ateneo anche finanziariamente nella tutela delle nostre invenzioni ed in genere ha dato un supporto anche morale, insistendo sulla necessità di rendere concreto in Puglia il trasferimento tecnologio, soprattutto nell’ambito delle cosiddette transfer sciences: microelettronica, biotecnologie e nanotecnologie».
Certo, c’è anche un problema di costi in un momento in cui le risorse per l’istruzione pubblica sono dispensate con il contagocce. Se infatti tutelare la paternità di un’innovazione in Italia ha un costo di circa tremila euro, ben diverso è invece il discorso dei brevetti internazionali. Per ottenere una copertura nei Paesi europei o negli Stati Uniti si arriva a spendere anche 30mila euro. «Dipende dalle aree in cui si vuole tutelare l’invenzione, da quanto interesse c’è in un determinato Paese per un determinato settore ed anche dalle funzioni e dalle applicazioni per le quali si vuole estendere il copyright», spiega Vasanelli.
Per ora i brevetti internazionali di cui l’ateneo è titolare sono solo quattro. «Ma rispetto a prima è già un passo avanti - sostiene il delegato alla ricerca - Il vero problema è che la brevettazione di per sé serve a poco. Una volta stabilità la paternità di un’idea è importante promuoverla presso le aziende di tutto il mondo. Ma per questo occorrono professionalità competenti. Non ci si improvvisa promoter di brevetti perché ci vogliono conoscenze specifiche oltre a capacità di marketing e di comunicazione. Una figura professionale che magari assieme all’Arti si potrebbe pensare di individuare».
Certo, la genialità, il lavoro e la competenza dei ricercatori e degli scienziati non si esaurisce nei 14 brevetti di cui l’ateneo è titolare. Anzi, la maggior parte delle invenzioni vede la collaborazione delle stesse aziende interessate che spesso finanziano interamente la brevettazione dell’idea di docenti e ricercatori dell’Università del Salento.
«Però è importante che ci siano anche un certo numero di innovazioni finanziate direttamente dall’ateneo - incalza Vasanelli - soprattutto perché in futuro si chiederà sempre più alle Università di dimostrare il proprio valore e la propria virtuosità, parametri a cui si legheranno i finanziamenti. Non basta più essere bravi - fa spallucce - bisogna dimostrarlo».
L'articolo di Daniela Pastore su http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
 

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