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Porti e tutela delle coste
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 La Conferenza delle Regioni del 26 novembre ha approvato un ordine del giorno sulla riforma della portualità. Si riporta di seguito il testo integrale del documento, pubblicato in formato pdf, nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it. |
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Porti e tutela delle coste
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 Ripristino arbitrati; incentivazione accordi bonari; revisione iter processuale; via libera ai ribassi. Le novità in uno schema di correttivo al D. Leg.vo 163/2006.
Il Consiglio dei Ministri ha dato il primo via libera ad uno schema di decreto legislativo, che attua la delega conferita con la L. 88/2009, per il recepimento della direttiva comunitaria 2007/66/CE avente ad oggetto il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici;[...] |
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Porti e tutela delle coste
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 «Ci adopereremo affinchè Tct faccia la sua parte». Una parte consistente, visto che si parla di 70 milioni, euro più euro meno. E’ il commissario dell’Autorità Portuale di Taranto, contrammiraglio Salvatore Giuffrè, a spiegare qual è la condizione perchè i dragaggi al porto, nell’area ovest di Punta Rondinella, passino dalla carta del protocollo d’intesa siglato ieri a Roma alla realtà dei fatti. E cioè che la Taranto Container Terminal provveda all’adegua-mento della banchina che ha attualmente in concessione, per una spesa che si più quantificare proprio in 70 milioni di euro. Un mare di denaro, da sommare agli 80 milioni che da ieri sono sul bancone, dopo la firma del “patto” tra i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo, la stessa Autorità Portuale, gli Enti Locali - Comune, Provincia e Regione - e la Sogesid Spa, società in house dei ministeri. «Entro novembre - ha continuato Giuffrè - ci sarà un incontro tra Autorità Portuale, Enti Locali e la Tct» vertice che a questo punto diventa fondamentale per lo sviluppo del Porto. E, anche, un inserisce che si inserisce nel quadro dei rapporti tesi tra la stessa Taranto Container Terminal e la Uil, con il sindacato che ha prospettato l’ipotesi di un clamoroso addio a Taranto dell’azienda che - sostiene la Uil - potrebbe dirottare a Trieste parte del proprio business. In attesa dello showdown con Tct, nel corso della conferenza convocata oggi presso la sede della Port Authority il contra-mmiraglio chiamato a fare da commissario dell’Autorità non ha nascosto la propria soddisfazione. «E’ finito il tempo delle chiacchiere, adesso c’è un documento ufficiale» ha rivendicato Giuffrè. Degli 80 milioni, 40 sono stanziati dalla stessa Autorità Portuale. Per quanto riguarda i tempi, tra trenta giorni le parti si rivedranno per riaggiornarsi, mentre il 30 giugno del 2010 è la prima, vera scadenza, entro la quale bisognerà provvedere alla progettazione ed all’appalto di bonifica dello Yard Belleli, pena la perdita dei fondi previsti. «Puntiamo al raddoppio del traffico contenitori previsto prima della crisi» è la sfida lanciata da Giuffrè
Fonte: Taranto Sera del 6 novembre 2009 (Giovanni Di Meo) |
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Porti e tutela delle coste
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 Il Rapporto Traffico marittimo e gestione ambientale nelle principali aree portuali nazionali, realizzato da ISPRA in collaborazione con l’Associazione Porti Italiani (Assoporti), presenta i dati relativi al trasporto marittimo nelle 23 Autorità Portuali italiane istituite ai sensi della Legge n. 84 del 1994 ed esamina alcuni aspetti ambientali legati al trasporto, quali sversamenti di petrolio in mare, emissioni in atmosfera, gestione dei rifiuti. In evidenza, riportando sia alcuni esempi di buone pratiche che la presenza di eventuali certificazioni ambientali, anche il grado sensibilità da parte delle Autorità Portuali verso le tematiche ambientali
Il rapporto sarà presentato venerdì 6 novembre p.v. a Genova, nell’ambito del Forum Internazionale Innovazione Tecnologica per lo Sviluppo Competitivo e Sostenibile del Sistema Portuale e dello Shipping.
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Porti e tutela delle coste
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 Ogni anno nel mondo vengono smantellate 200 ÷ 600 navi mercantili di grossa portata allo scopo di recuperarne i rottami. Ad esempio, molte navi europee in disuso vengono demolite sulle spiagge dell´Asia meridionale. Inoltre, si prevede che tale attività continuerà a crescere nei prossimi anni, raggiungendo il picco delle demolizioni delle petroliere a scafo unico, che vengono gradualmente sostituite da quelle a doppio scafo, ritenute più sicure (si prevede che saranno messe fuori uso circa 800 petroliere).
Tale attività è caratterizzata da una forte carenza di misure per la tutela dell’ambiente e della salute e sicurezza dei lavoratori e provoca ancora oggi rilevanti fenomeni di inquinamento in ampi tratti di costa e un´elevata frequenza di infortuni fra gli operatori.
A tal proposito, la Commissione europea ha recentemente presentato una strategia comunitaria finalizzata a garantire che le navi in disuso vengano demolite in modo più sicuro per l´ambiente e per i lavoratori. La strategia comprende iniziative per contribuire a mettere in atto gli elementi principali di una convenzione internazionale sul riciclaggio sicuro delle navi, che dovrebbe essere pronta nel maggio 2009, ma che non entrerà verosimilmente in vigore prima del 2015.
Inoltre, la proposta contiene anche misure per incentivare azioni volontarie da parte dell´industria marittima e un maggiore controllo dell´applicazione della Legislazione europea in tema di spedizioni dei rifiuti.
Infine, si sottolinea che l´elaborazione di una strategia europea compatibile con l´ambiente, relativa al settore della demolizione delle navi, rientra nel piano d´azione della Commissione per una politica marittima europea integrata.
L'art. dell'ing. Claudio Donghi su http://www.giornaleingegnere.it/ |
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