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Ospedale San Cataldo di Taranto: analisi, percorso e numeri di un’opera pubblica annunciata

Archivio, Comunicazioni, CONTRIBUTI e ANALISI    0 Commenti     10/07/2018

Ad un anno dal suo insediamento, il nuovo Consiglio dell’Ordine ha costituito numerose commissioni tematiche anche per affrontare le questioni di primario interesse per i colleghi e per il territorio. Per la Commissione di Ingegneria Clinica e Strutture sanitarie, i colleghi ingegneri Davide Mancarella e  Raffaele Convertino  hanno interloquito con i colleghi della Asl Taranto per fare il punto sul progetto di realizzazione dell’ospedale San Cataldo. Ecco l’interessante e articolata relazione scaturita da quel confronto:

Di recente, un ulteriore importante passo avanti è stato compiuto. A seguito di un complesso procedimento di verifica e validazione, l’iter di approvazione del progetto esecutivo dell’ospedale si è finalmente concluso con la delibera del Commissario Straordinario ASL n. 433 del 14.06.2018.

Il Progetto esecutivo è stato redatto da un raggruppamento di Società di ingegneria Specializzate costituito da:

–        RPA s.r.l. Perugia

–        ETS s.p.a.  Pergola (PU)

–        POOLMILANO s.r.l. Macherio (MB)

–        TECHNITAL s.p.a. di Verona

–        MITHOS SC.a.r.l. Milano

–        M.M.AR CONSULT s.r.l. Roma

Il procedimento di gara per l’assegnazione dei servizi di Ingegneria per la redazione del progetto esecutivo è è stato indetto da INVITALIA che ha successivamente emanato la determina a contrarre 2084 del 14.10.2016 a favore del citato raggruppamento di società. A seguito di sottoscrizione del contratto del 27.11.2017, il raggruppamento ha elaborato il progetto esecutivo, trasmettendolo alla ASL il 03.03.2018. A seguito delle attività di verifica, previste dal DLGS 50/2016 e svolte dalle Società NOGAP CONTROLS s.r.l. e CONTECO CHECK s.r.l. e che si sono concluse il 12.06.2018, il progetto esecutivo è stato definitivamente validato dal RUP in data 13.06.2018. Si è finalmente concluso, in maniera definitiva, l’iter autorizzativo e progettuale della struttura sanitaria più importante della Provincia, attesa da oltre un decennio, necessaria per far fronte a pressanti esigenze sociali, indispensabile per colmare le carenze strutturali e cliniche del vecchio Ospedale SS. Annunziata e che permetterà a Taranto di competere con le altre Province limitrofe per tipologia e organizzazione dei servizi sanitari. Secondo alcune statistiche citate nel progetto esecutivo, attualmente, ogni anno circa 25.000 persone, per un totale di 31.000 ricoveri, si spostano fuori della provincia in occasione di un ricovero, con un peso complessivo per le finanze della ASL Taranto vicino ai 100 milioni di euro;

Conosciamo, pertanto, in via definitiva, le caratteristiche del nuovo presidio ospedaliero che, come si è detto, sorgerà in prossimità della SS n. 7, lungo la nuova direttrice di collegamento tra Taranto e San Giorgio Jonico, a pochi chilometri dall’Ipermercato Auchan e dalla Casa Circondariale.

 

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Il progetto esecutivo non introduce rilevanti modifiche rispetto al progetto definitivo, precedentemente elaborato dal raggruppamento di Società PROGER s.p.a. e MANENS-TIFS s.p.a. nel 2015 ed approvato il febbraio 2016. La morfologia e distribuzione dei corpi di fabbrica e delle funzioni è la stessa. La nuova struttura ospedaliera manterrà pertanto lo schema a corte già definito nel progetto definitivo, che ha consentito di conciliare l’aspetto morfologico-funzionale ed architettonico, riferendosi a due motivazioni fondamentali:

–        La scelta del cosiddetto modello funzionale per “aree cliniche omogenee”, che consente la massima flessibilità organizzativa interna e dall’altro la possibilità di gestire la struttura secondo il micromodello per reparti o per dipartimenti;

–        Architettonico-formale, che vuole prendere spunto dal castello Aragnese e che mira a ridistribuire gli spazi in Corpi di fabbrica a corte che si affacciano lungo l’Hospital street, inteso come uno spazio collettivo valorizzato.

 

Il macromodello funzionale adottato, e quindi il derivato modello architettonico, è costituito da due coppie di grandi “C” sovrapposte che si sviluppano su quattro piani (corpo B1 – B2, e B3 – B4) collegate da un ampio percorso centrale (Hospital Street) e di due ulteriori corpi all’estremo di detto percorso (B5 e B6) il primo anche costituito da quattro piani e l’altro costituito da un solo piano e posto in copertura, a sbalzo sull’ingresso principale e che esalta l’intero impianto volumetrico del complesso ospedaliero.

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La flessibilità di questo macromodello deriva dal fatto che le coppie di “C” sovrapposte rappresentano delle aree di degenza utilizzabili sia con il modello classico a reparti specialistici, sia con i più moderno modello dipartimentale, mentre le positività di natura funzionale sono rappresentate dalla brevità di percorsi delle aree di degenza ed i servizi speciali di diagnosi e cura. E’ stato mantenuto il percorso previsto nel progetto definitivo, riservato al personale, ai degenti ed alla logistica; tale percorso è ad anello all’esterno dell’Hospital street e consente di far spostare i degenti in assoluta privacy, senza interferenze con gli spazi riservati ai visitatori; per rafforzare questa differenziazione di flussi, tutti gli elevatori e scale riservati al pubblico, sono attestati sull’Hospital street, mentre i Montalettighe dei degenti e personale e quelli riservati al pulito ed allo sporco, sono sul corridoio verso i reparti;

Oltre ai sopra citati impianti elevatori vengono previsti 2 monta lettighe dedicati all’emergenza (riservati all’UTIC, al Blocco Parto, al Blocco Operatorio ed alla Rianimazione), in corrispondenza di una Red Line strutturata, sul percorso riservato al personale ed ai degenti.

L’Hospital Street è valorizzata con l’inserimento di isole formali dedicate a più funzioni. I riferimenti ambientali e culturali, infatti, oltre ad influenzare l’architettura dell’edificio entrano anche all’interno, nell’Hospital Street, spazio di accoglienza e di distribuzione principale. Le innovazioni introdotte riguardano alcune variazioni nel layout sanitario, con l’individuazione di percorsi alternativi per la movimentazione dei macchinari, la risoluzione di varie interferenze con lo spostamento di una scala esterna e variazioni nelle aperture delle porte, variazioni secondarie nell’impostazione strutturale con l’introduzione di ulteriori giunti sismici e pilastri e nelle tipologie dei solai, pensati nell’ottica di uniformare il processo costruttivo e rendere più flessibile l’utilizzo degli ambienti, introducendo ovunque un carico limite di 600 kg/m2. A seguito delle variazioni strutturali, il layout degli impianti è stato adattato e si è creato più spazio utile per l’inserimento di impianti a controsoffitto. Strutturalmente l’edificio sarà sempre sospeso su isolatori sismici ma sono state apportate modifiche alle fondazioni per garantirne una maggiore ispezionabilità.  Nel progetto esecutivo, come è ovvio che sia, si evidenzia una maggiore attenzione ai parametri e requisiti fisico-tecnici per la definizione dello spazio ambientale dell’edificio:

–        controllo dei limiti massimi di contaminazione presenti nell’area originati dai materiali edili in tutte le unità spaziali delle aree ad alto e medio rischio di sicurezza sanitaria;

–        isolamento acustico ai rumori aerei per gli ambienti interni quali ambulatori, degenze, sale mediche, sale travaglio, sale parto etc.; il rumore di calpestio dei solai; il tempo di riverberazione del suono negli ambienti quali atri, percorsi generali, mensa, bar, sala conferenze e attese; l’isolamento acustico ai rumori aerei di facciate e elementi di facciata;

–        illuminazione naturale, con un rapporto di almeno un sesto fra le superfici vetrate e le superfici dei locali nelle aree di soggiorno, camere di degenze, medicherie, ambulatori, studi medici e tutti i locali con permanenza di personale.

–        Piantumazione delle aree a verde esterne, pensata per migliorare il microclima e l’aspetto paesaggistico, scelte in base alle seguenti caratteristiche: non allergeniche o con basso potere allergenico, autoctone salvo alcune specie ormai largamente naturalizzate e coerenti con la vegetazione potenziale dell’areale; specie ed associazioni non ubiquitarie ma marcatamente caratterizzanti l’ambiente, rustiche, bisognose di modeste manutenzioni.

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I principali numeri dell’ospedale

–        superficie zona di intervento in zona “b2.4”: 226.297,30 mq

–        volume di progetto: 491.777,36 mc

–        indice di fabbricabilità fondiaria: 2.17 mc/mq < 3,00 mc/mq

–        superficie coperta: 42.870,22 mq

–        indice di copertura: 0.189 mq/mq < 0.5 mq/mq

–        altezza massima: 25,00 ml e 20.50 ml < 40,00 ml

–        superficie a verde pubblico attrezzato 81.065,95 mq

–        superficie a verde privato 2.263 mq

–        superficie parcheggio pubblico 39.669,10 mq – 1116 posti auto

–        superficie parcheggio privato (l122/89) :51.691 mq > 49.177 mq – 1170 posti auto

–        distacco dai confini > di 20,00 ml

–        indice di piantumazione n. 100 piante/ha – 2260 piante richieste, previste in progetto

–        n. 1903 piante (escluse le piantumazioni nelle corti interne dell’edificato).

La superficie netta Sanitaria è di circa 87.540 mq, al netto delle murature interne ed esterne ed escluso il connettivo.

La superficie lorda Sanitaria è pari a circa 127.700 mq, comprendendo le murature interne e di tamponamento, il connettivo orizzontale, verticale, i cavedi e gli spazi tecnici di piano. La superficie delle Aree a Rustico che saranno specializzate in relazione alla diagnostica da installare, è pari a 10.270 mq. La superficie lorda dei locali tecnici interni all’Ospedale è pari a circa 66.200 mq; essa comprende: l’infernotto, le 4 cabine elettriche, le 2 sottocentrali, e le Centrali di Trattamento aria del piano terzo; La superficie lorda dei locali tecnici esterni è pari a circa 8.580 mq, essa comprende: il Polo tecnologico, le Cabine Enel, la Centrale gas medicali, gas metano, il locale tecnico Elisuperficie. Il volume complessivo delle superfici sanitarie (escluso i connettivi verticali, l’infernotto, gli spazi tecnici al seminterrato ed in copertura e tutti i depositi e magazzini al piano seminterrato) è pari a 492.000 mc. Da un punto di vista sanitario, i dati di base utilizzati per il dimensionamento della questa struttura sono di seguito richiamati:

–        Popolazione servita 580.000 abitanti

–        Tasso di ospedalizzazione 2014 pari a 160 per mille

–        Quota % di ricoveri diurni circa 25 %

–        Totale ricoveri attesi: 92.800

–        Ricoveri diurni attesi: 23.200

–        Ricoveri ordinari attesi: 69.600

–        Ricoveri totali effettuati da altre strutture 49.448

–        Ricoveri diurni effettuati da altri ospedali 14.026 (stima della parte privata pari a 20%)

–        Ricoveri ordinari effettuati da altre strutture 35.422

–        Ricoveri residui per il nuovo ospedale 48.752

–        Ricoveri ordinari residui per il nuovo ospedale 34.178

–        Ricoveri diurni residui per il nuovo ospedale 9.174.

Ipotizzando una degenza media di 7 giorni a ricovero, lievemente ridotta rispetto a quella attuale, ed un tasso d’occupazione del 90 %, pari a quello attuale, si ottiene una dotazione di 655 letti ordinari e 40 letti per il day service. Il progetto prevede tuttavia 715 posti letto, tenendo conto del fatto che, probabilmente, il nuovo ospedale, moderno e accogliente, recupererà per attrazione anche qualche ricovero tra quelli attualmente effettuati dagli altri presidi ospedalieri pubblici e privati della zona.

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L’importo dei lavori previsti è di 161.770.258,24 € di cui 2.672.333,74 € di oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso. Il quadro economico complessivo ammonta a 207.500.000,00 € comprendente 45.729.741,76 € di somme a disposizione dell’Amministrazione di cui 4.000.000,00 di euro per gli espropri. Terminato l’iter di approvazione del progetto esecutivo, ora si può finalmente passare alla fase realizzativa dell’opera. A tal proposito, i colleghi dell’Area Tecnica dell’ASL Taranto ci hanno riferito che, da un lato, sono già in corso le procedure espropriative dei suoli nell’area ove sorgerà l’ospedale, dall’altro, è stato dato mandato a Invitalia per l’indizione della Gara di Appalto dei Lavori.

Sul fronte degli espropri, molti proprietari hanno già accettato l’indennità di esproprio e la ASL sta pertanto elaborando un piano di pagamenti che prevede, nel breve termine, di liquidare i primi acconti ai proprietari sottoscrittori dell’accordo. Per quanto attiene alla procedura di assegnazione dei lavori, poiché Regione, ASL e Invitalia hanno sottoscritto il protocollo di vigilanza collaborativa con ANAC, il disciplinare di gara che sta predisponendo INVITALIA dovrà essere approvato dall’ANAC prima della sua pubblicazione per l’indizione della gara. Questo protocollo prevede che tutti gli atti di gara vengano validati dall’ANAC, i curricula dei commissari valutati dall’ANAC, e che ogni atto relativo a domande di partecipazione, dichiarazioni, relazioni, assegnazione punteggi e atti di aggiudicazione siano verificati dall’ANAC. Certamente questo maggior impegno amministrativo darà garanzie di massima trasparenza nelle procedure di appalto. Se si procederà con celerità, il bando per l’appalto dei lavori dovrebbe essere pubblicato entro fine agosto o a settembre.

Il cronoprogramma del progetto esecutivo prevede un tempo di 48 mesi per l’esecuzione ed il collaudo delle opere. Se i lavori dovessero iniziare nella primavera del 2019, potrebbero essere ultimati nel 2023, salvo imprevisti significativi. Dal momento che il progetto definitivo era già stato validato ed approvato nel lontano febbraio 2016, e che sono stati necessari oltre due anni per avere un progetto esecutivo approvato, a causa delle articolate procedure di gara, a fronte di un tempo di esecuzione della progettazione di soli 3 mesi, si auspica che gli Enti coinvolti nell’iter di aggiudicazione dei lavori (Regione, Invitalia, ANAC e ASL) possano procedere celermente e non si abbiano ulteriori tempi morti nel percorso che porterà a Taranto il nuovo ospedale.

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